Coscienza VS cervello: la prova definitiva

L’immagine in evidenza ci mostra la testa di un francese di 44 anni, sposato con due figli, impiegato statale. Qualche problema alla gamba sinistra, un IQ piuttosto bassino, ma una vita del tutto normale, in famiglia e al lavoro, condotta quasi senza cervello.

Le zone oscure che vediamo nelle immagini sono piene di fluido, e soprattutto la proiezione B mostra chiaramente un cranio quasi vuoto. Questa condizione sembra essere il risultato di una idrocefalia manifestatasi a sei mesi dalla nascita, ma dopo un intervento all’età di 14 anni il paziente non ha più accusato problemi, fino alla debolezza della gamba che lo ha portato agli esami di cui vediamo il risultato.

Insomma: questo signore ha vissuto trentanni senza cervello e nessuno se n’è accorto.

Ho verificato le fonti, perché la notizia sembrava troppo colossale per essere vera, ma la pubblicazione in The Lancet – da cui abbiamo preso l’immagine – è la garanzia che non si tratta di una bufala.

nobrainer

Le bufale – e bellissime! – sono nei tentativi di spiegazione del fenomeno che vari illustri scienziati stanno tentando di accrocchiare, tipo che “la coscienza è la teoria non-concettuale del cervello su se stesso” –  la chiamano “tesi della plasticità radicale”, o “tesi radicale della plasticità”, vedete voi, dietro i termini tecnici è pura metafisica, metto il link alla pubblicazione in Frontiers of Psichology  per il vostro divertimento.

Peccato che tutte queste belle teorie vadano in fumo davanti al nostro soggetto, che ha coscienza, e tutte le funzioni superiori di una persona normale ma non ha cervello. Non c’è via di scampo: queste funzioni non hanno sede nel cervello, e la vera plasticità è quella di un Altro Organo, che riesce a far funzionare un corpo fisico e a manifestare coscienza, memoria e personalità anche con il dieci per cento di materia celebrale. Come ci riesce, e come ci riesce nel nostro francese mentre in altri un piccolo danno celebrale può portare alla perdita delle funzioni? Potremmo buttare lì che è Karma, ed avremmo comunque fatto un’affermazione più sensata e fondata di quelle di tanti neuropsicologi.

Avevamo già visto studi che comprovano che non è la dimensione del cervello a fare la differenza, per esempio quando è stato dimostrato che i corvidi (Uccelli)  hanno le stesse capacità intellettive degli scimpanzé (i Mammiferi più simili all’uomo). Questo studio sugli umani è forse la parola definitiva per dimostrare, con i mezzi della scienza contemporanea, che le facoltà superiori possono essere supportate dal cervello ma non risiedono nella materia celebrale.

Con tanti auguri al nostro paziente, che possa realizzare il significato della sua vita.

 

 

 

 

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