Declinazioni moderne del Segreto Iniziatico: Giudaismo e Reincarnazione

wild hunt

Attraverso la nostra pagina Ars Magna su Facebook, seguiamo The Wild Hunt, un magazine che propone articoli di interesse per le comunità Pagane . Tra gli articoli di questa edizione, vogliamo segnalare  “Why reincarnation?”, dal sito www.aish.com, in cui Rabbi Pinchas Winston afferma, con doviziose fonti scritturali, che la reincarnazione è parte integrante della tradizione ebraica. Che è sempre stata parte fondamentale della tradizione ebraica, nonostante quasi nessuno lo sappia.

Portae_Lucis
“Joseph Gikatilla’s Sha’are Orah (1559), which was fairly well-circulated via the Latin translation of Paulus Riccius, Porta Lucis”
Da un articolo interessante sulla Cabala in William Blake  nel sito Esoterica della Michigan State University

Molti i punti interessanti, come la metafora del software per comprendere come avvengono gli ‘upgrades’ spirituali, ma vorremmo sottolineare la motivazione con cui il Rabbi, che si rifà alla Cabala Lurianica, spiega come mai il pubblico generalmente non sa che l’ebraismo prevede espressamente la reincarnazione:

“…unlike other religions, Judaism prefers not to mix everyday topics together with its more mystical elements. Though Kabbalah is as mainstream as any other area of Torah knowledge,1 even alluded to in the Talmud (Chagigah 14b), it is as helpful to introduce Kabbalah into everyday Torah learning as it is to discuss details of Quantum Theory with ninth grade physics students.”

” ..a differenza di altre religioni, il Giudaismo preferisce non mescolare le questioni di ogni giorno con i suoi elementi più mistici. Nonostante la Cabala sia una corrente tradizionale quanto ogni altra area della conoscenza della Torah, addirittura vi si allude nel Talmud (Chagigah 14b), introdurre la Cabala negli insegnamenti quotidiani della Torah è utile quanto discutere i dettagli della teoria quantistica con studenti di fisica di terza media.”

E siamo assolutamente d’accordo sul fatto che per comprendere gli aspetti più profondi e complessi di qualsiasi argomento sia necessaria la dovuta maturità e preparazione, ma crediamo fermamente che ci sia una enorme differenza fra il riservare le conoscenze più avanzate a quanti sono in grado di metterle a frutto ed il tacere della loro esistenza. O peggio, negarla.

Abbiamo visto accadere qualcosa di molto simile riguardo le pratiche tantriche: per decenni si è affermato che le immagini delle divinità in unione sessuale fossero rappresentazioni meramente simboliche ( faccio solo un esempio del nero su bianco, ma piuttosto illustre: Lama Anagarika Govinda, I fondamenti del misticismo tibetano). Poi quando i tempi sono cambiati – leggi l’aprirsi del mercato newage – pian piano si è iniziato ad ammettere l’esistenza delle pratiche a due, e molto si potrebbe dire della versione edulcorata in cui il Buddismo Tibetano viene presentato, soprattutto agli occidentali.

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Il problema del ‘segreto iniziatico’ è sempre attuale, per le religioni come per la neurochirurgia, e in tutti i casi noi crediamo fermamente che serva più a tenere ben separata la pratica essoterica da quella esoterica che a proteggere la sacralità degli insegnamenti: è giusto non diffondere dettagli che potrebbero venire fraintesi, ma nascondere o negare l’esistenza di principi e pratiche cardine di un sistema significa imporre a chi li avvicina da neofita una pratica essoterica snaturata.

Ed è esattamente così che ci appaiono oggi tutte le religioni essoteriche, piccole e grandi: snaturate, ma pronte a tirar fuori qualche briciola di Tradizione per attrarre nuovi clienti, ora che l’accessibilità dei Testi rende  poco vantaggioso tentare di negare di aver fatto per secoli in segreto quello che ai non-iniziati era presentato come eresia ( ci sembra di ricordare che il venerato Arizal  non è stato sempre ritenuto del tutto ortodosso… in questo momento non abbiamo il nostro Scholem sottomano, ma lo trovate qui)

Che fare? Necessariamente due cose: dobbiamo indagare le radici della Tradizione, quindi essere rigorosi nella ricerca delle fonti, e darci gli strumenti culturali per comprenderla.

Ricercare, studiare, riflettere, praticare, riflettere, ricercare, studiare, riflettere, praticare, riflettere… che l’Iniziazione arriva.

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