Clavis toti negotii : i principi fondamentali della Scienza Esoterica

“La Magia è la vera scienza, la filosofia più elevata e perfetta, in una parola la perfezione e il compimento di tutte le scienze naturali. (…) Coloro dunque che vorranno dedicarsi allo studio della Magia, dovranno conoscere a fondo la Fisica, che rivele le proprietà delle cose e le loro virtù occulte; dovranno essere dotti in Matematica, per scrutare gli aspetti e le immagini degli astri, da cui traggono origine le proprietà e le virtù più elevate; ed infine dovranno intendere bene la Teologia che dà la conoscenza delle sostanze immateriali che governano tutte coteste cose. Poichè non vi può essere alcuna opera perfetta di Magia, e neppure di vera Magia, che non racchiuda tutte e tre queste facoltà.” Agrippa, De occulta Philosophia, I 2.

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Clavis toti negotii: i principi fondamentali della Scienza Esoterica

Cause ed effetti

Naturalmente è possibile avvicinarsi alle pratiche yogiche con il solo scopo di migliorare il proprio stato di salute: tutte le culture hanno sviluppato le applicazioni terapeutiche delle discipline esoteriche, dando spesso vita ad un corpus più o meno autonomo di conoscenze e di metodi, ovvero alle medicine tradizionali.

Quindi è sempre stato previsto che il profano/paziente potesse avvantaggiarsi dell’uso di sostanze e/o della pratica di esercizi yogici senza doverne conoscere nel dettaglio tutti i meccanismi di funzionamento.

Allo stesso modo, è sempre stato ben chiaro cosa costituisse la linea di demarcazione che separava nettamente il profano/paziente dall’Iniziato/medico : la conoscenza del sistema nella sua integrità.

Medico non è colui che conosce gli effetti di alcune sostanze e sa utilizzarle per curare dei sintomi, Medico è chi conosce la Medicina, ovvero chi conosce la fisiologia, sa riconoscere le cause dei sintomi, conosce il meccanismo di azione delle sostanze/metodi che applica e quindi sa come e quando è possibile o meno utilizzarle con successo nei singoli casi.

L’Iniziato non è semplicemente colui che sa ottenere un effetto, ma colui che sa come e perchè quell’effetto si produce, ed è quindi in grado di gestirlo.

Le lacune nella trasmissione degli insegnamenti

A partire dal fenomeno dell’occultismo ottocentesco, le pratiche esoteriche sono diventate accessibili ad un pubblico sempre più vasto, fino al parossismo della newage, che produce e commercializza credenze, tecniche e prodotti per il consumo di massa.

Quando non si tratta soltanto di un credo abbracciato in modo fideistico, ovvero senza ricercarne i riscontri nell’esperienza, nella gran parte dei casi questa accessibilità delle pratiche tradizionali resta limitata allo sfruttamento degli effetti più banali delle loro applicazioni popolari.

Anche laddove è stato profuso un sincero sforzo per vivificare e diffondere lo spirito più autentico delle antiche tradizioni, ancora oggi constatiamo lacune importantissime nelle conoscenze esoteriche fondamentali.

Questo problema è particolarmente evidente laddove entra in gioco il sistema energetico del corpo umano, che molto spesso viene ancora trattato come fosse un fenomeno misterioso, quando non come un’idea mistica, a volte tralasciato, molto spesso confuso con le strutture più sottili.

Naturalmente, un sistema esoterico privo della padronanza della fisiologia energetica basale è come una automobile senza benzina.

Forma e sostanza

Ai problemi posti da queste lacune si cerca spesso di rispondere accumulando tecniche diverse, ovvero sovrapponendo tecniche costruite su sistemi tradizionali diversi, nell’illusione di potenziare i risultati della pratica.

Questa è la tipica risposta di chi è abituato a guardare agli effetti più che alle cause, e non è in grado di discernere la struttura che consente il prodursi degli effetti.

Il più importante equivoco di fondo è l’abitudine di pensare alle tradizioni come insiemi di conoscenze e non come sistemi per interpretare delle conoscenze.

Tutte le tradizioni esoteriche parlano delle stesse cose, ma naturalmente lo fanno attraverso i simboli della cultura di appartenenza: la vera conoscenza iniziatica è conoscenza della struttura e delle leggi del macro-microcosmo che sono sottese alle descrizioni ed ai metodi proposti dalle diverse tradizioni.

Di più, chi conosce questa Struttura è in grado di comprendere le radici culturali delle differenze di dottrina e di metodo fra le varie tradizioni, e quindi di discernere le forme legate ai contesti storici dalla sostanza della realtà esoterica che descrivono.

Questo non significa che la forma in cui le tradizioni si esprimono non sia importante, au contraire, indica quanto possa essere utile studiare più forme tradizionali per riconoscere la sostanza del loro insegnamento.

Il vantaggio dell’interculturalità

Dopo aver compreso i principi fondamentali che sono il paradigma della singola tradizione, è possibile confrontare con profitto il modo in cui lo stesso fenomeno è descritto ed affrontato in contesti culturali diversi.

Un buon esempio potrebbe essere quello della dottrina delle Fasi/Elementi in Aristotele, nei Taoisti e nei Tibetani.

Questo tipo di studio ci permette di evitare un altro importante equivoco, quello per cui una dottrina tradizionale può essere definita sbagliata ed un’altra esatta.

Naturalmente, nessuna dottrina può essere esatta: ogni tradizione è una forma espressa nel dualismo, quindi non ci offre una formula matematica della realtà, ma una sua interpretazione, condizionata culturalmente e storicamente.

Il punto fondamentale non sarà quindi il modo in cui il fenomeno viene descritto, ma come la sua analisi viene sfruttata operativamente, e su questo terreno possiamo confrontare le diverse pratiche in base ai loro risultati.

Nel nostro esempio, scopriremo che tutte e tre le tradizioni possono essere efficaci: come è possibile?

Nella maggior parte dei casi, le differenze tra le varie versioni di un fenomeno dipendono dal punto di vista adottato per descriverlo, ovvero da quale piano lo si sta osservando, e quindi l’errore più comune sta nel dare valore di forma/sostanza a quella che è soltanto una visione/interpretazione – come accade quando si confonde una visione astrale per una percezione materiale.

Nel nostro esempio, le tre tradizioni classificano diversamente i fenomeni ed attribuiscono colori diversi agli Elementi: nessuna di queste attribuzioni è giusta o sbagliata, in quanto questi colori non sono una qualità discernibile sul piano materiale, ma soltanto il risultato della percezione sottile di una qualità, inevitabilmente espresso attraverso i simboli della cultura di chi percepisce.

I fenomeni legati alla qualità dell’elemento potranno quindi essere percepiti/rappresentati con un colore diverso senza che l’operazione perda la sua efficacia.

Naturalmente, a patto che il colore/simbolo utilizzato sia stato pienamente interiorizzato dall’operatore.

La formulazione delle Chiavi

Il pieno successo dell’operazione, la piena gestione del fenomeno, si dà quindi soltanto quando abbiamo compreso la natura del fenomeno al di là delle sue rappresentazioni e padroneggiato i simboli attraverso cui viene rappresentato – ovvero, quando si conosce la struttura fondamentale del Macrocosmo e si è in grado di gestire i meccanismi che dominano il Microcosmo.

Esistono quindi quelle che possiamo chiamare le Chiavi fondamentali della conoscenza esoterica, indispensabili per poter comprendere ed utilizzare con profitto i concetti ed i metodi di ogni tradizione.

Abbiamo individuato queste chiavi in un gruppo di conoscenze/esperienze di base che hanno un preciso riscontro in tutte le tradizioni esoteriche, e le abbiamo analizzate in un linguaggio contemporaneo, sia perchè risultasse più vicino alla terminologia scientifica, sia per mantenerci per quanto possibile equidistanti dalle antiche tradizioni che vengono citate.

Abbiamo scelto di descrivere la meccanica del corpo eterico partendo dalla MTC in quanto questa ci offre un’analisi dettagliata e sistematica della fisiologia energetica, confortata da almeno settant’anni di pratica medica documentata e verificata sperimentalmente su qualche miliardo di pazienti.

La MTC ed il Qigong ci consentono di prendere rapidamente consapevolezza del corpo eterico e della sua fisiologia, in modo che sia possibile alimentare e sviluppare la percezione dei corpi più sottili senza confondere i piani di esperienza.

Aprire la strada alla Tradizione

E’ qui fondamentale sottolineare che la padronanza di queste Chiavi non rende superflua la tradizione formale, al contrario, ci permette di utilizzare le forme della tradizione per entrare in un contatto autentico con il flusso della trasmissione, ovvero di passare attraverso alla forma per realizzare quanto va oltre la forma.

In questo senso, la padronanza di queste Chiavi non costituisce il compimento, ma il presupposto indispensabile di un cammino iniziatico, in quanto strumento essenziale per riconoscere l’autenticità e l’integrità di una tradizione, e per orientarsi nella difficile interpretazione dei testi antichi tanto quanto nella selva degli odierni pseudoculti del benessere.

Ci sentiamo quindi di proporle come punto di riferimento per quanti siano alla ricerca di un percorso nitido e proficuo nella pratica esoterica, qualunque sia la tradizione abbracciata, dalla Magia d’Occidente al Tantra Tibetano.

Chi frequenta i nostri corsi avrà già riconosciuto molti dei punti che sottolineiamo anche nelle lezioni di Qigong e di Meditazione, per spiegare i meccanismi di funzionamento delle tecniche tradizionali, e ancora più spesso per smontare i meccanismi dei venditori di fumo newage.

È stato proprio il constatare quante persone pur sinceramente attratte dalla ricerca spirituale finiscano per credere in qualsiasi cosa, mancando degli strumenti culturali per valutare gli effetti e le conseguenze sui vari piani di quanto viene loro proposto, che abbiamo deciso di sistematizzare in un programma autonomo questo insieme di conoscenze, senza le quali il migliore degli insegnamenti rimane privo di solide fondamenta, e di farne la nostra priorità.

Stiamo quindi lavorando per trasformare i punti di questo programma in una serie di seminari, confidando che sarebbe “un’opera lodevole il restaurare l’antica magia, la dottrina dei savii, dopo averla purgata dagli errori dell’empietà e costituita su solide fondamenta” Agrippa a Tritemio, Ep.I, 23.

 “Di questo devo avvertirti, di non illuderti al mio riguardo, e non credere che io, avendo un tempo sperimentato queste cose divine, io che come cavaliere consacrato pel sangue umano, vissuto quasi sempre nelle corti, legato col vincolo della carne ad una carissima moglie, ed esposto a tutte le vicende della instabile fortuna, avvinto dalla carne, dal mondo e dalle cure domestiche, non ho conseguito tanto sublimi doni dagli immortali iddi; ma voglio che tu mi prenda come una sentinella, che restando essa stessa sempre dinanzi all’entrata, mostra agli altri quale sia la via per entrare.” Agrippa a Padre Aurelio da Acquapendente, Lione 19 novembre 1527.

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